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Gabriella Kuruvilla: Pecore Nere

Gabriella Kuruvilla, India; Pecore Nere (Reclam Fremdsprachentexte), p.95 ff (gekürzt)

Compiti

  1. Descrivete il viaggio e l’arrivo in India della narratrice e del suo fidanzato.
  2. Analizzate l’atteggiamento e le sensazioni della narratrice nei confronti del paese natale di suo padre tenendo conto dei mezzi stilistici che li mettono in evidenza.

A scelta

3.1.  Partendo dall’esempio della narratrice valutate le possibilità e le difficoltà di un individuo che cresce tra due culture.

oppure

3.2. Tornata in Italia la narratrice decide di scrivere una lettera in cui condivide col padre ciò che ha provato e vissuto durante il suo viaggio in India. Componete questa lettera al padre.             

[Mit direktem Bezug zu Schwerpunktthema:

3.3. Paragonate il rapporto della narratrice con il paese di suo padre a quello di Anandita nel racconto “Curry di pollo” o della narratrice del racconto “Dismatria”.]

3.4. Dopo 30 anni Anandita torna nel paese dei genitori. In aereo incontra l’io narrante del racconto “India”. Le due giovani donne si scambiano le loro idee su una vita tra l’Italia e l’India.

Lösungsvorschläge

  1. Descrivete il viaggio e l’arrivo in India della narratrice e del suo fidanzato.

    La narratrice sta facendo un viaggio in India nel paese di suo padre, con il suo fidanzato. Ha prenotato un volo andata e ritorno Milano – Madras, però andando all’aeroporto è ancora indecisa se partire o ritornare direttamente a casa. Ma poi passano il check-in, il controllo dei bagagli e del passaporto e partono.

    Durante il volo la narratrice si sente più leggera, ma si rende anche conto di sentirsi divisa in due metà tra l’Italia e l’India.

    Arrivata all’aeroporto di Madras la narratrice ritrova l’atmosfera soffocante e squallida della sua infanzia in cui andava a trovare i parenti in India con suo padre.

    Veniamo a sapere che dalla sua infanzia in poi la narratrice non è mai tornata in India. Ormai ha compiuto i trent’anni e sta facendo questo viaggio con il suo fidanzato Davide, senza aver detto niente al padre.

    Appena arrivata sente già il bisogno di ripartire. Per fortuna c’è un amico “bianco e occidentale” che viene a cercarli all’aeroporto. Segue una lunga corsa in macchina dalla metropoli fino al centro del paese. È già tarda notte quando arrivano e la narratrice vuole solo mettersi a dormire e dimenticare.

  2. Analizzate l’atteggiamento e le sensazioni della narratrice nei confronti del paese natale di suo padre tenendo conto dei mezzi stilistici che li mettono in evidenza. (45%)

    [Es handelt sich um eine Maximallösung, die von den Schüler/innen nur in Teilen zu erwarten ist. Die folgende inhaltliche Analyse sollte durch mehrere Beispiele stilistischer Mittel (siehe Tabelle) ergänzt werden.]

    • All’inizio la narratrice fa prova di un atteggiamento di rifiuto nei confronti del paese del padre; non solo psicologicamente, ma anche fisicamente si sente divisa in due metà, il corpo è “composto pure lui da due metà divise, da sempre”; però questo viaggio è anche un ritorno: “Ora, nell’altra metà, ci sto tornando.”
    • Prova una sensazione di angoscia quando all’arrivo ritrova “la stessa atmosfera (…) soffocante che mi aveva tolto il respiro quando ero bambina”; ricordi dei viaggi dell’infanzia: si è sempre sentita diversa e fuori luogo e ha preso già da bambina le distanze dalla parentela indiana; il padre si è offeso per tale comportamento della figlia e non l’ha mai più portata con lui in India.
    • Questo rifiuto del padre ha avuto per conseguenza che per tutta la sua gioventù l’India ha rappresentato per la narratrice una terra irraggiungibile, un luogo da evitare, anzi da cancellare dalla sua memoria, “uno spazio da escludere perché da lì ero stata esclusa.” Sentendo un’attrazione verso l’Oriente, faceva viaggi in Africa e Sud America, ma non in India.
    • Il viaggio attuale è un viaggio d’emancipazione dal padre e di ritrovamento della propria identità.
    • Però la narratrice continua ad essere indecisa se è stata una buona idea intraprendere questo viaggio perché non si sente pronta ad affrontare il suo conflitto interiore, preferisce rimuovere le sue sensazioni.
    • Continua a prendere distanze dalle sue origini [“Ma io turista sono e mi sento.”] ed è difficile per lei accettare le convenzioni e usanze della società indiana (vuole fumare e bere una birra, mangiare con forchetta e piatto, vestirsi da donna moderna) Si dibatte tra accettanza e rifiuto della cultura del padre; è il suo fidanzato italiano ad aiutarla a superare pregiudizi e paure.
    • Alla fine si rende conto che ha sempre avuto il desiderio di essere “considerata una di loro, uguale a loro”, ma che allo stesso tempo ha sempre accentuato la sua diversità, il suo essere italiana. Diventa consapevole di questa contraddizione nei confronti del paese delle sue origini e nei confronti del padre indiano: “E odiavo e amavo quel popolo, che condensava in sé molte delle difficoltà da sempre vissute, e sofferte, con mio padre. E pretendevo da loro, come da lui, che si adeguassero a me. Mentre chiudevo gli occhi davanti a una cultura millenaria. Comportandomi come se quella non esistesse.” 
    • La narratrice si rende conto che solo aprendosi alla cultura e al paese del padre può diventare “una di loro” e riconciliarsi con la sua “altra metà”.

mezzi stilistici

citazione

spiegazione/interpretazione

  paratassi/elissi

(primo paragrafo)

“Ma alla fine ero atterrata a Madras. A trent’anni. Con Davide, il mio fidanzato. Senza mio padre: a sua insaputa. …”

Esprime l‘agitazione della narratrice che sta per partire per l’India e sottolinea l’importanza del momento, del grande passo che rappresenta per lei questo viaggio fatto senza il padre.

antitesi

“voglio e non voglio”

“andata e ritorno”

“un pezzo del suo presente che tirava calci al suo passato”

quella cultura “che non mi è mai appartenuta. E che da sempre è la mia.”

“odiavo e amavo”

Mette in evidenza il dibattersi della narratrice tra l’Italia e l’India e la sua indecisione se è stata una buona idea di intraprendere questo viaggio.

  metafore

(metafore)

“l’immersione nella casa paterna”, “il tuffo nella marea dei parenti”

“Ma gli elefanti erano la sua patria”

“Avevo in mano un foglio di via.”

“Davide rappresenta la zona franca che mi permette di passare da un territorio all’altro senza farmi sbattere contro i confini.” (r.41/42)

La metafora dell’acqua dimostra che si sente assorbita, quasi annegata nella “marea” dei parenti.

L’elefante sta per essere poco delicato e rude, è così che considera i suoi parenti indiani.

La frase del padre “Con me, qui, non verrai mai più.” (r.19/20) è sentita come un divieto ufficiale.

Il paese del padre è per lei come un paese estraneo, nemico. Solo con l’aiuto confortante del fidanzato riesce a superarne i confini simbolici.

paragone

“come un oggetto di cristallo in un negozio di elefanti” (r.16)

L’inversione del proverbio “muoversi come un elefante in una cristalleria” sottolinea quanto si sente diversa e fuori luogo.

allitterazione

“irraggiungibile, irreale, immaginario, impalpabile, inafferrabile, inconsistente, inesistente” (r.21/22)

“un’accettabile alternativa” (r.25)

“Da non conoscere: cancellare.”  “esclusa, esiliata” (r.23/24)

Non basta una parola per esprimere in che modo è irraggiungibile e inafferrabile per la narratrice questo paese del padre che, però, è anche il suo.

metafora/allitterazione

germanismo/anglicismo

“Era un blitz, forse un boomerang.” (r.27)

Anche arrivata a Madras la narratrice continua a chiedersi se questo viaggio fatto all’insaputa del padre non è stata un’azione precipitata (un blitz) di cui forse si pentirà (un boomerang).

ripetizione/allitterazione/elissi

“Volevo dormire, dormire, dormire. Dimenticare, dimenticare, dimenticare.” (r.30/31)

 

Fa capire quanto sente il bisogno di rimuovere le sue sensazioni. Non si sente ancora pronta a confrontarsi con la sua “seconda metà”.

discorso diretto/anglicismo

“Datemi forchetta e piatto, please. Magari anche una pizza, se non vi dispiace.” (r.36/37)

Con un discorso diretto si rivolge a “loro”, al popolo indiano al quale vuole far vedere quanto è diversa, moderna e occidentale.

 

enumerazione

“le mie canottiere …, i miei pantajazz …, i miei capelli ricci …, le mie sigarette …, i miei bikini …” (r.44ss)

La narratrice si sente molto diversa e lo vuole far vedere attraverso il suo modo di vestirsi e di comportarsi.

anafora

“per come ero, per come sono”

(r.49)

La narratrice si rende conto che desidera di essere accettata per tutta la sua identità, e per il suo passato e per il suo presente.

  • Tutti questi mezzi stilistici mettono in evidenza quanto è turbata la narratrice tornando per la prima volta dopo trent’anni e all’insaputa del padre nel paese dei suoi.

A scelta    [individuelle Lösungen]

3.1.  Partendo dall’esempio della narratrice valutate le possibilità e le difficoltà di un individuo che cresce tra due culture.

oppure

3.2. Tornata in Italia la narratrice decide di scrivere una lettera in cui condivide col padre ciò che ha provato e vissuto durante il suo viaggio in India. Componete questa lettera al padre.             

[Mit direktem Bezug zu Schwerpunktthema:

3.3. Paragonate il rapporto della narratrice con il paese di suo padre a quello di Anandita nel racconto “Curry di pollo” o della narratrice del racconto “Dismatria”.]

3.4. Dopo 30 anni Anandita torna nel paese dei genitori. In aereo incontra l’io narrante del racconto “India”. Le due giovani donne si scambiano le loro idee su una vita tra l’Italia e l’India.

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